EnglishFrenchGermanItalian

Scoprire i percorsi trekking nel Medio Campidano

Località: Arbus, Ingurtosu, Piscinas, Montevecchio, Monte Arcuentu, Monte Maiori, Pitzinurri, Rio Piscinas
Tipologia percorso: a piedi

La Provincia del Medio Campidano è attraversata da numerosi sentieri immersi nella natura, fruibili a piedi dagli amanti del trekking o in mountain-bike.
L’area attorno a Monte Arcuentu, in particolare, offre una grande varietà di percorsi, che da Montevecchio conducono verso Ingurtosu fino alla zona dunale di Piscinas. Tra specie animali e vegetali di grande interesse naturalistico, si possono scoprire i ruderi della passata vita mineraria della zona, con i resti delle case dei minatori, dei pozzi e della ferrovia che permetteva il trasporto del materiale sino alla costa, da dove veniva poi imbarcato. Questa area ospita anche chiese campestri e tracce antropomorfiche della vita agropastorale di un tempo.

1. Itinerario Sentiero CAI 190: Arbus – Ingurtosu
Località: Ingurtosu- Dune di Piscinas
Lunghezza: mt. 8300
Tempo di percorrenza: 2 h 30’’
Difficoltà: Turistico (senza grandi dislivelli: 175 mt. in salita – 194 mt. in discesa)

Il percorso parte a circa 800 metri da Arbus sulla SS 126 per Fluminimaggiore ed è segnato da apposito pannello, con bandierine rosso bianco rosso, preparate con la tecnica del Club Alpino Italiano. Si prosegue lungo la carrareccia che conduce alla fonte di Canau, nei cui pressi si trova la deviazione a sinistra che porta alla sommità del colle, coi resti del Nuraghe Cugui che sorge in posizione strategica di controllo della costa.
L’itinerario prosegue lungo un sentiero delimitato da muretti a secco, attraversando una zona fertile, con sughereti e pascoli. Sulla destra si trova “Sa Rocca Su Casteddu”, formazione rocciosa di origine paleozoica. Procedendo in salita si giunge alla chiesetta campestre “Nostrta Signora d’Itria”, si prosegue poi lungo la strada comunale Gedili – Madonna d’Itria attraverso i passi “Genna de su Bentu” e “Genna Sartania”. Arrivati alla “Rocca Abruxiada” (500 mt s.l.m.), si abbandona la strada e si scende verso Ingurtosu passando alla destra del laghetto di Pitzinurri tra boschi e folta macchia. Dopo il laghetto si sale verso l’altura detta il “Calvario” per la presenza di un pregevole Cristo in croce a rievocarne la passione. Questo è anche il punto di arrivo di un percorso che ogni anno per Pasqua è teatro della Via Crucis, la quale parte dalla Chiesa di Santa Barbara posta a valle, una semplice costruzione a capanna, realizzata in granito squadrato e decorato con bassorilievi da scalpellini locali. Ai piedi della scalinata esterna si trova il monumento a forma di guglia neogotica, che commemora uno dei proprietari Lord Brassey. Il punto d’arrivo è il paesino minerario di Ingurtosu dominato dalla palazzina dell’ex direzione. Costruita negli anni ’70 del 1800 da maestranze tedesche e ubicata sul pendio del colle all’ingresso nord-occidentale dell’abitato, a cavallo della strada che conduce da Montevecchio a Piscinas, in posizione dominante il paesaggio del centro minerario.

2. Itinerario CAI 190: Ingurtosu – Piscinas
Località: Ingurtosu – Tinacci – Sciopadroxiu – Piscinas
Lunghezza: mt. 8700
Tempo di percorrenza: 2 h 30’’
Difficoltà: Turistico (senza grandi dislivelli: 240 mt. in discesa, senza particolari dislivelli in salita)

Il percorso parte dal villaggio di Ingurtosu ed è segnalato da apposito pannello, con bandierine bianco rosse bianco preparate con la tecnica del Club Alpino Italiano. Ad Ingurtosu si arriva attraverso il sentiero CAI 190 oppure seguendo la S. P. 126 da Arbus in direzione Fluminimaggiore. Al km 77 si trova l’incrocio con la S.P. per Ingurtosu in 5 km. Si scende per un breve tratto lungo lo sterrato per Piscinas, in alcuni tratti sconnesso e attraversandolo si entra nel cantiere di Pozzo Gal, prezioso gioiello di archeologia mineraria, recentemente ristrutturato e ritornato all’antico splendore, in cui emerge il castello in pietra e presso il quale è situata un’area di sosta.
Il paesaggio offre scenari caratteristici, con le montagne di detriti originate dall’accumulo di materiali sterili. Proseguendo in discesa sulla discarica si giunge a Naracauli, dove è situata la lavanderia Lord Brassey. Si prosegue lungo la vecchia carrareccia, seguendo il corso del Rio Naracauli, tra esemplari di corbezzolo, lentischio, filiera, cisto e caprifoglio. In breve si giunge all’area pic-nic, in località Tinacci, che fu crocevia dei convogli ferroviari che trasportavano il minerale delle lavanderie di Bau e Naracauli, in cui si trova un piccolo bosco di ontano nero. Proseguendo si arriva in località Sciopadroxiu. Qui è possibile intravedere le prime dune di Piscinas che in alcuni punti raggiungono i 90 mt. di altezza e dove il minerale che doveva essere imbracato veniva trasportato con una piccola ferrovia costruita nel 1871.

3. Itinerario CAI 191: Montevecchio – Piscinas
Località: Montevecchio; Rocca Sa Mela; Sparedda ; Rio Piscinas; Piscinas
Lunghezza: mt. 12500
Tempo di percorrenza: 4 h
Difficoltà: Turistico (senza particolari dislivelli in salita e un dislivello complessivo di 352 mt in discesa)

Il percorso inizia dalla sterrata che da Montevecchio conduce all’area demaniale di Croccorigas. Dopo circa 100 metri sul lato destro si trova il pannello informativo. L’itinerario è segnalato con bandiere rosso bianco rosso preparate con la tecnica del Club Alpino Italiano. Lasciata la sterrata si prosegue su un sentiero che da Montevecchio si diparte sotto una fitta pineta sino a raggiungere una fascia antincendio che scende verso ovest. Dopo 1 km si raggiunge l’area demaniale e dopo alcuni saliscendi seguendo il corso del Rio Ruggeri si giunge alla confluenza del rio Roia Cani in località Sparedda.
Oltre il cancello dell’Azienda Forestale si apre una vallata con radure, pascoli e diversi sentieri, ma si segue sempre il lato sinistro del corso d’acqua che da questo punto prende il nome di Rio Zappaioni.
All’altezza di Rocca sa Mela si ha un restringimento del canale e seguendo un vecchio sentiero, che prosegue con il torrente, si arriva a Casa Sparedda. Qui la confluenza col Rio Roia Cani, che arriva dai cantieri minerari posti a monte, fa sì che il torrente acquisti un colore bianco latte a causa dei residui delle lavorazioni minerarie. Si prosegue verso ovest e dopo aver attraversato più volte il torrente, la vallata si allarga e il torrente prende il nome di Rio Piscinas che alla confluenza col Rio Irvì prende il colore rosso ruggine dovuto ai minerali di ferro.
Il sentiero si tiene poi a sinistra, sino ad un rudere posto nei pressi della sterrata che collega la Costa Verde a Piscinas e alla strada che risale ad Ingurtosu. Raggiunta la sterrata e superato il guado, camminando a destra del Rio Piscinas, si prosegue verso la spiaggia. Il sentiero termina sui ruderi della vecchia diga che era utile a bloccare temporaneamente gli scarichi, prima della mattanza, per agevolare il passaggio dei tonni verso le vicine tonnare. Lungo il percorso si può ammirare una rigogliosa e tipica macchia mediterranea e negli ambienti dunali una vegetazione psammofila a giglio e finocchio marino.

4. Itinerario CAI 192: Monte Arcuentu
Località: Sa Tanca (Montevecchio); Monte Arcuentu
Lunghezza: mt. 6500
Tempo di percorrenza: 3 h
Difficoltà: Escursionistico (con un dislivello complessivo di 440 mt e due salite da 256 mt e 341 mt)

Il percorso parte dalla località Sa Tanca nei pressi di Montevecchio, lungo la S.P. che conduce al alla Marina di Arbus. A circa 300 mt dall’abitato, sulla destra, si trova l’imbocco di una stradina dove è presente, ad indicare l’inizio del sentiero, un pannello di legno con bandierine bianco rosse bianco preparate con la tecnica del Club Alpino Italiano. Seguendo i segnavia del CAI si arriva ad un ovile in località Cottia, lasciatolo sulla sinistra si comincia a salire in direzione NW e poi in direzione Nord, giungendo a Cuccuru sa Scrocca. Si aggira la vetta rocciosa di P.ta Pubusinu (720 mt s.l.m.) passando in località Genna Ecca, dove si incontra il sentiero CAI 193 che porta a Monte Maiori. Dopo circa 500 mt, attraversato il lecceto presso Cuccuru Pirastu, si arriva in un pianoro nel versante sud di Monte Maiori. Proseguendo il percorso si incrocia più volte una vecchia carrareccia fino a raggiungere in breve la vallata di Canali Canna (441 mt s.l.m.), dove è possibile vedere un vecchio recinto in pietra perfettamente circolare. Il sentiero riprende poi a salire in direzione nord fino a Genna Flore, poi prosegue lungo la cresta fino alla base del Monte Arcuentu, aggirandolo verso sud fino ad un passaggio obbligato, dove i segnavia lasciano il posto alle stazioni della Via Crucis che conducono fino in cima. La salita risulta impegnativa per via della pendenza e del terreno accidentato. Giunti in vetta si può riposare all’ombra della fitta lecceta. Durante la discesa è bene fare molta attenzione a causa della forte pendenza. Giunti alla base dell’Arcuentu si può scegliere se percorrere la stessa via dell’andata o il sentiero che, seguendo un muretto a secco, conduce alla S.P. Montevecchio-Costa Verde in località Coddu Genna Abis, segnato con bandierine bianco rosse e con pannelli in legno.

5. Itinerario Monte Maiori
Località: SP 66 Guspini – Montevecchio; Località Perda Cuaddu; Monte Maiori
Lunghezza: mt. 5300
Tempo di percorrenza: 1 h 40’
Difficoltà: Turistico (con un dislivello complessivo di 150 mt e presenza di un punto di ristoro)

Il sentiero inizia lungo la S. P. 66 Guspini-Montevecchio in località Perda Cuaddu ed è caratterizzato da un primo tratto asfaltato per circa 1,2 km e da un secondo sterrato. Chi viene da Guspini lascia la S.P. al termine della salita di Mustazzera, q. 141, dove un cartello invita a svoltare sulla destra in direzione NE. Sughere, macchia bassa a cisto, mirto e lentischio accompagnano un lungo tratto del sentiero, alternandosi a seminativi a cereali e a vaste estensioni erbose; non mancano case graziose con giardino ben curato. Superata la vecchia strada ferrata che univa la miniera di Montevecchio alla stazione di San Gavino, si giunge poco oltre al ponte sul Rio Montevecchio che segna, in località Pratzidus, il confine est dell’area SIC (sito di importanza comunitaria). Lasciato a sud il rilievo di Cugui, lo sterrato punta decisamente verso i monti più alti, ancora lontani in direzione ovest, risalendo la valle sul lato destro di Rio Funtana Lucida. La campagna alterna vaste aree erbose, a campi coltivati a foraggi e non manca la macchia a cisto e lentisco, con alcuni elementi di dimensioni arboree. All’abbondanza di olivastro si deve il nome della località di Campu Ollastu.. Al piede di Cuccuru Mudu inizia il tratto più impegnativo, sia per la pendenza che si fa più evidente, sia per il fondo stradale che è più rovinato dallo scorrere delle acquee piovane. Poco dopo un guado di uno dei differenti affluenti di Rio Funtana Lucida si trova uno slargo e una biforcazione. Se si vuole avanzare in macchina si prosegue dritti fino a Monte Maiore. In alternativa si suggerisce la strada sulla destra che conduce ad un sentiero, parallelo al Rio Gora Genna Pruna, completamente immerso nella vegetazione e in cui è possibile ammirare numerosi esemplari di ciclamini, ranuncoli e menta selvatica, oltre che numerose altre specie arboree.

6. Itinerario Montevecchio
Località: Pozzo Amsicora; San Giorgio; Palazzina Giordano; Laveria la Marmora; Bacino Zerbini; Pozzo Amsicora.
Lunghezza: mt. 3400
Tempo di percorrenza: 1 h 50’
Difficoltà: Media (la prima parte del percorso è più difficoltosa rispetto alla seconda. Il dislivello complessivo è di 232 mt.).

Il percorso è ad anello in senso antiorario e i punti di partenza e di arrivo sono fissati nello spazio antistante il cancello posto all’inizio dello stradello per Pozzo Amsicora, che si stacca dalla S.P. 66 Guspini – Montevecchio, di fronte alla palazzina Telle. Quando il cancello è chiuso si può accedere allo stradello per un viottolo che lascia la provinciale sulla destra, in curva, qualche decina di metri più a valle. Superato Pozzo Amsicora e lasciati sulla sinistra un deposito di sabbia ed il rudere di una casetta, il sentiero va in direzione SW, in discesa, verso il cantiere di San Giorgio, in pendenza sempre più forte. Aggirata la collina ricoperta da un fitto bosco, un tornante conduce ad un punto di ripiena idraulica situato poco a monte di una grande galleria a rampa, superato il quale, un ultimo breve tratto riporta alla provinciale dopo aver superato i resti murari di una postazione di artiglieria della seconda guerra mondiale, che da quel punto vigilava su tutto il rettilineo della strada che porta alla miniera di Casargiu. Si esce sulla provinciale in curva e la si percorre per poche decine di metri prima di lasciarla per entrare sulla destra nella stretta valletta del Rio Manno, che risale fino all’imbocco della valle di Sibingia che si incontra poco più di cento metri a monte. Il viottolo aggira il piede della collina fino ad incontrare lo stradino che porta a Palazzina Giordano. Proseguendo in salita in un fitto bosco a leccio e fillirea, si incrocia una vecchia strada che si snoda in discesa, fino ai ruderi della Laveria La Marmora, lasciando sulla destra una importante venuta d’acqua utilizzata dai cervi, presenti in gran numero anche in questa zona.

7. Itinerario Montevecchio – Sa Tella
Località: Sa Tella
Lunghezza: mt. 2800
Tempo di percorrenza: 1 h 30’
Difficoltà: Medio alta (con un dislivello complessivo di 290 mt.).

Il sentiero ha inizio nei pressi di Montevecchio, lasciando la strada comunale di Gedili in località Zurumeli, per risalire il costone, tra cisti e giovani sughere e giungere dopo circa 850 metri a Genna Campu Masonis, q. 553, da dove si ammira uno splendido panorama sia a sud verso il Monte Linas, sia a nord verso l’Arcuentu. Sulla Genna il viottolo si divide. Il ramo destro taglia in discesa il fianco ovest di Punta Campu Masonis e porta, dopo circa 1650 metri a Mitza Pepi Luisu, punto di incrocio di tre sentieri. Si prosegue in discesa, costeggiando Mitza Merei e Cuccuru Solinas, fino a giungere a fondovalle nell’ampio piazzale di Telle 4, dopo una marcia di 2500 metri. Dopo aver ammirato i ruderi della Laveria La Marmora, si arriva alla S.P. 66 percorrendo altri 3550 metri in lieve salita, aggirando la bella palazzina di Telle. I due sentieri, nati in epoche remote e utilizzati fino al 1946, si snodano in giovane bosco che si va riformando dopo l’incendio del 1983. Qui corbezzolo, fillirea, erica e ginestra offrono riparo ad una ricca fauna: cervi, cinghiali e volpi, sono presenti in gran numero anche se di difficile osservazione; d’inverno vi trovano rifugio gli uccelli migratori invitati alla sosta dall’abbondanza di pastura e dalla quiete dei luoghi.

8. Itinerario del Minatore
Località: Ingurtosu; Montevecchio
Lunghezza: mt. 2000
Tempo di percorrenza: 45’
Difficoltà: Media (con un dislivello complessivo di 263 mt.).

Si tratta di un sentiero utilizzato dai minatori per raggiungere i vari cantieri di lavoro dislocati lungo la S.P. che va da Ingurtosu a Montevecchio quali: Laveria la Marmora, Pozzo Amsicora, Pozzo Fais e Pozzo 92. Ancora prima veniva utilizzato per le attività agropastorali. Il percorso lungo 2 km attraversa la vallata di Sibingia, ricoperta da una rigogliosa vegetazione a macchia mediterranea e a tratti da un fitto bosco di lecci e sughere. La fauna tipica dell’areale è costituita dal cervo, il cinghiale, la volpe, il gatto, il coniglio selvatico, la pernice e la poiana. Per i più esperti è possibile andare a cavallo o in mountain bike.

9. Itinerario Montevecchio- Ingurtosu
Località: Montevecchio; Ingurtosu
Lunghezza: mt. 2600
Tempo di percorrenza: 1 h
Difficoltà: Medio alta (con un dislivello complessivo di 211 mt.)

Il percorso parte da Montevecchio in corrispondenza dell’inizio della strada che porta ai cantieri minerari di Ponente e Ingurtosu. Il primo tratto, che porta a fondovalle, si presenta ripido e in discesa e ricco di vegetazione. Giunti al fondovalle si arriva in breve a casa Azuni e alla Laveria Sanna. Prima dell’ultimo tratto che porta a risalire fino al Pozzo Sanna e agli impianti annessi, è possibile compiere una piccola deviazione che conduce al fabbricato un tempo destinato all’alloggio del custode ed era un ottimo punto di avvistamento faunistico.

10. Itinerario: Ingurtosu
Località: Pozzo Gal; Genna Carboni; Pozzo 92; Pozzo Casargiu di Montevecchio
Lunghezza: mt. 2500
Tempo di percorrenza: 1 h
Difficoltà: Medio alta (con un dislivello complessivo di 211 mt.)

Il sentiero inizia dal piazzale di Pozzo Gal, che si raggiunge in breve lungo la strada che da Ingurtosu conduce a Naracauli e a Piscinas. Il primo tratto presenta una salita discretamente impegnativa, che attraversa una fitta macchia mediterranea con cisto, erica, ginestra e varie tipologie di alberi, tra cui il leccio e il pino. Al terzo superiore della collina si incontra un viottolo che, preso sulla destra, porta al Passo Genn’e Carboni sulla S.P. 66; e se ne percorre un breve tratto in direzione Montevecchio per poi prendere un sentiero che entra nella valle di Rio Casargiu. Poco a monte di Pozzo 92, riconoscibile per il suo castello in cemento, una deviazione porta al Pozzo Casargiu di Ingurtosu, in totale rovina, a monte del quale è possibile vedere il rudere del camino di sfumata della centrale del vapore; l’unico rimasto in piedi tra i tanti presenti nel territorio. Tornati sul sentiero, si passa vicino al Pozzo 92, recentemente ristrutturato. Procedendo sulla S.P., dopo poche decine di metri, di fronte al cartello che segna l’inizio della concessione della Miniera di Ingurtosu, si riprende sulla destra il sentiero e, superati i ruderi di q. 249 ora sede di un caprile, si attraversa la valletta successiva dove sono stati realizzati dei lavori di sistemazione di una grande discarica di sterile e dello scorrimento delle acque. Un ultimo tratto porta poi al Pozzo Fais della Miniera di Casargiu di Montevecchio. Il sentiero permette di visitare buona parte del filone minerario di cui è oggi visibile solo il lungo solco che incide la montagna e i suoi boschi, i resti degli impianti di lavorazione, le grandi discariche degli scavi dei pozzi e delle gallerie; un’emozione particolare suscitano i numerosi ruderi delle casette dei minatori sparse nei pressi dei pozzi e degli altri posti di lavoro.

11. Itinerario Pitzinurri
Località: Arbus: Pitzinurri;Villa Ginestra; Pozzo Giordano; Gennemari; Pozzo Edoardo SS 126; Pitzinurri
Lunghezza: mt. 10500 circa
Tempo di percorrenza: 3 h e 15’
Difficoltà: Turistico (con un dislivello complessivo di 140 mt.)

Il sentiero è articolato in un tracciato ad anello che costeggia le pendici di P.ta Lorenzeddu e P.ta Crabulassu. Il punto di partenza e di arrivo coincidono in località Pizzinurri nel comune di Arbus. Qui sorgeva un villaggio edificato alla fine di una piccola e breve valle parallela a quella di Ingurtosu in cui era stata edificata Villa Wright, la residenza del vicedirettore della miniera al tempo della gestione inglese.
Procedendo in senso antiorario, dopo un breve tratto in salita sulla carrareccia che da Pitzinurri conduce alla miniera di Gennamari, in un punto intermedio rispetto alla miniera di Ingurtosu e a quella di Gennemari s’incontra presto Villa Idina, conosciuta anche come Villa Ginestra, oramai in stato di abbandono. Essa sorge in un punto panoramico dal quale è possibile ammirare la lunga spiaggia di Piscinas e ospitava il proprietario della miniera, Lord Brassey, e sua moglie Lady Idina durante i loro soggiorni a Ingurtosu. Sulla destra, a circa 900 metri rispetto al tracciato di percorrenza, si può visitare il Pozzo Giordano, testimonianza del passato minerario, e riprendendo il percorso lungo la carrareccia si arriva, dopo alcuni saliscendi e dopo aver lasciato alle spalle le rovine di case di minatori, ai resti della miniera di Gennamari, da dove si può ammirare la splendida vallata di Bau Is Arenas. Lungo quest’ultimo tratto si può scorgere a est P.ta Brabulassu (mt. 597) e, proseguendo sempre sullo stesso sentiero, si giunge a Pozzo Edoardo anch’esso oramai in stato di abbandono e di incuria. Per chi volesse indirizzarsi verso il Pozzo est, che era a disposizione dei cantieri ad est della miniera, sulla SS 126 in prossimità della cantoniera di Bidderdi, occorre fare una piccola deviazione di circa 700 mt rispetto al sentiero; i primi 400 mt portano alla SS 126, gli ulteriori 200 mt si percorrono sulla statale e gli ultimi 100 in strada sterrata. Continuando sul sentiero principale, percorrendo circa 3,5 km, si torna al villaggio Pitzinurri.

12. Itinerario Montevecchio
Località: Arcu Sa Tella; Diga Donegani; Mitza Cuccuru Gureu; Montevecchio
Lunghezza: mt. 2800 circa
Tempo di percorrenza: 1 h
Difficoltà: Turistico (con un dislivello complessivo di 60 mt.)

Il sentiero ha inizio lungo la S.P. 66 in località Arcu Sa Tella, a circa 2,6 dall’abitato di Montevecchio, in direzione Ingurtosu. È percorribile a piedi, in mountain bike e a cavallo, ma non in macchina in quanto l’imbocco è chiuso da una sbarra. Inizialmente il percorso fiancheggia le discariche di inerti della miniera di Montevecchio, dopo 340 mt circa si trova una stradina che conduce al Bacino Zerbini e alla Diga Donegani, che sono ammirabili dal sentiero principale. L’accesso alle traverse è comunque impedito per la presenza di una recinzione. Il percorso naturalistico prosegue lungo il lato nord della diga fino allo sbocco in essa del Rio Tuvu Mannu, da dove un tratto in leggera salita di poche centinaia di metri, contornato da una fitta e tipica vegetazione a macchia alta costituita da corbezzolo, lentisco, ginestra, cisto e lavanda, porta ad un incrocio di tre sentieri. Prendendo quello a sinistra, che si snoda ancora all’interno dell’areale del cervo sardo e del cinghiale, si giunge in breve a Cuccuru Gureu quindi ad un bivio, da dove si procede dritti, ignorando il viottolo a destra che porta in quota.
Si è ora sul tratto più panoramico di tutto il sentiero; praticamente in piano o in lieve pendenza, completamente immerso in una fitta lecceta; dall’alto è possibile ammirare i caseggiati abbandonati della miniera a ponente di Montevecchio, la Laveria Sanna e l’albergo Sartori. Dopo un ultimo tratto che fiancheggia scavi e discariche di sterili, il percorso prosegue costeggiando dall’alto il CEA di Legambiente e la cabina elettrica giungendo, attraverso una zona ombreggiata a pini, all’abitato di Montevecchio.

13. Itinerario Montevecchio – Rio Piscinas
Località: Casargiu di Montevecchio; Rio Irvi; Rio Piscinas
Lunghezza: mt. 6200 circa
Tempo di percorrenza: 3 h
Difficoltà: Media (con un dislivello complessivo di 160 mt.)

Il sentiero inizia dal vecchio Pozzo Casargiu, a testimonianza del quale rimane oggi solo un’antica torretta in metallo, immerso in un paesaggio aspro e suggestivo dal quale si snoda il Rio Irvi il cui letto ha una larghezza che non supera i 2 o 3 metri. A circa 200 metri sulla sinistra, è visibile un deposito di inerti e opere di stabilizzazione del versante sinistro. Il percorso su strada sterrata segue il tracciato del corso d’acqua che ha assunto una colorazione rossastra per effetto dei metalli dei cantieri minerari presenti nella zona. A 400 metri s’incontra il primo guado, a partire dal quale il sentiero nella bella stagione è percorribile anche a piedi, mentre nella stagione delle piogge con un fuoristrada dato che il rio che ha carattere torrentizio aumenta la sua portata.
Camminando per circa 6 km, attraverso un percorso in discesa contraddistinto da una alta macchia mediterranea con il suo odore tipico, si giunge, dopo aver attraversato diversi guardi, fino alla confluenza col Rio Piscinas. In questo puntosi interseca il Sentiero CAI 191.

14. Itinerario Montevecchio Crocorigas – Cuccuru Cappeddu – Punta Feniu
Località: Montevecchio Crocorigas; Cuccuru Cappeddu; Punta Feniu
Lunghezza: mt 10.000
Tempo di percorrenza: 3 h e 50’
Difficoltà: Turistico (con un dislivello complessivo di 170 mt.)

Il tragitto ha inizio all’interno del centro abitato di Montevecchio, dirigendosi verso Ovest lungo la strada Vicinale di Croccorigas. Dopo un breve tratto di circa 200 metri all’ombra di lati pini, ci si immerge nel cuore del regno del cervo sardo e del cinghiale caratterizzato da una tipica vegetazione a macchia alta. La panoramicità del percorso permette di ammirare a destra l’imponente massiccio del Monte Arcuentu e a sinistra i resti minerari tra cui l’albergo Sartori.
A circa 2,4 km dall’inizio, dopo aver incontrato diversi passaggi che si snodano lungo il tracciato, circa trecento metri dopo “La Madonnina” e il caseggiato dell’Ente Foreste, s’imbocca la deviazione di destra che ha origine in un’area in cui si possono parcheggiare le macchine. Il percorso che poi si estende nell’area della foresta demaniale di Croccorigas è significativo dal punto di vista naturalistico, in quanto si può ammirare la vegetazione a querce e a corbezzoli, nonché imbattersi in magnifici esemplari di cervo sardo. Il cammino non risulta di grande difficoltà, presenta infatti leggeri dislivelli, e i tornanti sono pressoché inesistenti. Procedendo sempre in senso antiorario, vengono aggirati i rilievi di Cuccuru Cappeddu (302 metri) e di P.ta Feniu (286 metri), ricoperti da una foresta in cui prevale il leccio con un sottobosco ricco in ciclamini. Da questo sentiero è possibile ricollegarsi facilmente al sentiero CAI 191 del quale si trovano diverse indicazioni con bandierine dal colore rosso e bianco preparate secondo la tecnica usata dal Club Alpino Italiano. Andando avanti ci si immette nuovamente sulla strada vicinale di Croccorigas e, attraverso un percorso alquanto scorrevole, si risale a Crocorigas e quindi al borgo minerario di Montevecchio.

Hotel La Caletta – La Valle Verde S.A.S. 

Loc. Torre dei Corsari

via Amerigo Vespucci 66, 09031 Arbus (CA) 

P.I. 01473660924